FILIPPO FERRARI

Nasce a Crema nel 1988, si laurea nel 2010 presso il Politecnico di Milano in design della comunicazione. Lavora come visual designer in vari campi della comunicazione. Filippo Ferrari decostruisce, smonta, oscura e copre su tela quello che costruisce su carta e su muro. In costante tensione tra la costruzione e la distruzione, lo scopo è la ricerca dell’equilibrio tra queste due forze.

DEMIS MARTINELLI

Scultura, ritratti, fotografia, ricordi, ferro, Messico, istantanee di vita, radici, Spagna, Lego, “A Marco”, installazioni, Sidney, “Quartiere 3”, impronte, eterna evoluzione.

Sono questi i flash che possono riassumere Demis Martinelli, classe 1977, nel suo sangue la vena artistica soncinese, tra le mani le radici della lavorazione del ferro assorbite dal padre Valerio, trasmesse negli anni insieme alla necessità di creare.

E’ questo il punto fermo della sua vita, da sempre: la lavorazione del ferro.

Nel 2001 organizza, con Pietro Spoto, la “Biennale di Soncino a Marco” nella quale espone per la prima volta con un’installazione.

Nel 2003, aiutato dall’amico Luca Bray, inizia l’avventura spagnola, dove vive e lavora fino al 2004, esponendo a Barcellona e Madrid.

Una volta tornato a Soncino apre uno studio privato ed elabora un nuovo metodo di lavorazione del ferro, modellato in forme plastiche innovative; insieme al fratello Eros porta avanti l’evoluzione della visione del lavoro del padre con l’arredamento di interni ed esterni.

Intanto coltiva attivamente un’altra passione: la fotografia, grazie anche al tatuatore Jan Zuttion che gli apre gli occhi sul mondo del tattoo, tanti i maestri ritratti su sfondo scarlatto, insieme ai musicisti e alle istantanee delle persone incontrate, mischiate alle passioni e catturate negli scatti, resi unici dall’incisione di una scritta emozionale ideata da adolescente.

Nel 2009 l’incontro con lo scultore Giacomo Stringhini Ciboldi che lo include nell’associazione culturale “Quartiere 3” con la quale ha collaborato per sette anni nell’organizzazione di collettive artistiche a tutto tondo; lui è anche stato il primo con il quale Demis Martinelli ha realizzato una fusion di scultura, un “vizio”, questo, che è continuato nel corso degli anni collaborando e sperimentando con artisti diversi (pittori, scultori, fotografi) fino ad arrivare all’ultimo monumentale “incontro” con la street art.

Un’altra tappa fondamentale della sua produzione artistica è stata l’esperienza in Messico, vissuta con Alec Von Bargen e al residence per artisti “Ondarte,” dove un po’ per caso e trasportato dagli eventi inizia a proporre lavori intrappolando il corallo con dei fili di metalli diversi, lavori che saranno la partenza per i “Ricordi ingabbiati”: pezzi di vita che diventano scultura. Dopo questa preziosa esperienza si trova a Sidney, invitato dal “Cofa” con Lynne Roberts Goodwin per realizzare una scultura che poi è rimasta in Australia, la prima impronta di quello che sarà un nuovo tragitto: un progetto che punta a lasciare un’opera scultorea in ogni parte del mondo, una sorta di traccia del proprio passaggio.

“Viaggio” in questo caso, è la seconda parola chiave per l’artista, “provata” dagli scatti realizzati con le Lego, compagni di viaggio silenziosi e protagonisti di un progetto fotografico.

La voglia di incontrare culture diverse e arricchirsi è la colonna portante della sua produzione, il tema principale delle sue sculture è la natura, la salvaguardia di essa, il rispetto degli esseri viventi e dell’unione tra i popoli.

La salvaguardia dell’essere umano, e non dell’economia, è la linea di pensiero portante:

“Chi comanda, i poteri forti, devono mettere al centro del mondo le persone”.

ANDREA MIRAGOLI

Nella pittura di Andrea Miragoli, pittore cremasco classe 1954, si evince una sensibilità artistica rara forgiata nella passione e nellʼestro creativo. Allʼemotività nativa, Andrea aggiunge lʼimpulsivo visionario donando ai suoi personaggi su tela, un guizzo di metafisicità. Ogni sua opera è il frutto maturo di unʼesperienza bivalente, come la sua passione per la composizione musicale. Fra le pennellate di colore, sembra udire il suono di un pianoforte che in accompagnamento allʼopera ne orchestra lʼinfrangersi nella nostra mente. I quadri di Andrea sono perle espressive forgiate in un sogno dai colori sfavillanti.

ELENA MURGIA

Pittrice, ha sempre coltivato la passione per l’arte, occupandosi anche di illustrazione editoriale e pubblicitaria.
Diploma di maturità conseguito presso il liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Crema.
Diploma in illustrazione conseguito presso l’Istituto Europeo di Design IED di Milano.
Esperta in diverse tecniche artistiche: colori ad olio, acquarelli, colori acrilici, matite, collage.
2006/2008 Ha collaborato con la galleria d’arte “Adda” di Orio al Serio (BG).
Ha esposto presso la Fondazione San Domenico di Crema nel 2006, nel 2008 e nel 2015.
Dal 2015 si occupa attivamente di corsi di disegno e pittura per bambini:
2015/2016 Corsi di disegno e pittura presso il Teatro San Domenico di Crema, la Scuola primaria di Vaiano Cremasco, il Centro Giovanile San Luigi di Crema.
2016/2017 Corsi di disegno e pittura presso la scuola primaria Braguti di Crema e la scuola primaria di Crema Nuova in via Curtatone e Montanara a Crema.

FRANCESCO PANCERI

Nato a Crema nel 1976, si è laureato all’accademia di Belle Arti di Brera a Milano, sezione di scultura. Insegna discipline Plastiche al liceo artistico B.Munari di Crema Ha partecipato a numerosi concorsi e simposi internazionali di scultura. Alcune sue opere si trovano in luoghi pubblici e privati in Italia a all’estero(Korea del Sud, Australia, Cina, Taiwan, Nuova Zelanda, Giappone, Iran, Turchia, Repubblica Ceca, Siria, India, Georgia, Germania, Olanda, Belgio, Albania, Polonia, Slovenia, Milano, Pisa, Ascoli, Chieti, Roma, Urbino, Udine.

Il suo lavoro è principalmente scultoreo, con l’impiego di diversi materiali, dal marmo al granito, dal ferro al legno. Molte sue sculture hanno dimensioni monumentali e sono inseriti in spazi pubblici nei quali le grandi forme geometrico-plastiche interagiscono col contesto ambientale ed urbano.

Recentemente il lavoro di Panceri si è concentrato su una ricerca pittorica nella quale comunque emerge un legame forte con la tridimensionalità. Nei quadri si percepiscono gli spessori degli elementi aggiunti come la carta strappata o il legno sfibrato e altri elementi volumetrici. I colori impiegati richiamano alle ossidazioni, le colature dei metalli arrugginiti, le terre e gli azzurri acidi.

In alcuni degli ultimi lavori, Panceri, sta sperimentando l’interazione tra elementi scultorei in legno o pietra e il colore, in particolare utilizzando il catrame e i colori ad olio. Questa ricerca è incentrata sul concetto dello svelamento dell’anima della materia in cui il legno spaccato mostra la propria essenza strutturale dialogando in una composizione ritmica di volume e superficie dipinta.

VITTORIA PARRINELLO

Vittoria Parrinello nasce nel 1988 a Crema, dove frequenta il liceo artistico Bruno Munari. Nel 2013 consegue il diploma di laurea di secondo livello in Arti Visive,sezione scultura, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Nello stesso anno vince il premio Aldo Bellini indetto dal comitato italiano dell’AIHV (Association Internationel pour l’Histoire du Verre) e trascorre alcuni mesi a Murano, dove collabora con diverse fornaci e maestri vetrai. Scopre nel vetro un materiale ideale per la propria ricerca caratterizzata da leggerezza, sospensione, fragilità. Grazie a questa esperienza e all’incontro con Sandro Pezzoli, continua ad approfondire e a sperimentare l’utilizzo del vetro nel suo lavoro.

Partecipa a diverse mostre personali e collettive, tra le quali: Sotto un’altra luce, a cura di Riccardo Carli (Studi Festival 2017, Milano); Allevare le nuvole, a cura di Silvia Merico (Fondazione San Domenico, Crema, 2016); Il perimetro dell’aria, testo a cura di Cristina Muccioli (Villa Fabrizia Arte, Bertonico LO, 2014); Giorni Felici, a cura di Marta Cereda (Casa Testori, Novate Milanese, 2014); All’idrogeno, a cura di Francesca Lucioni (Fabbri Contemporary Art, Milano 2013); Trasparente, a cura di V.Corsini e A.Del Guercio (Off Brera, Milano 2012); Arte sotto Milano, a cura di Nada Pivetta (Palazzo della Permanente, Milano 2011).

Nel 2014 è tra i vincitori del Premio Terna VI edizione, terza classificata al premio di scultura Arte nel giardino di Irene Brin,( Sasso di Bordighera) e tra i finalisti del Premio Canova, promosso da Guerrieri Rizzardi (Negrar).

Nel 2016 è tra gli artisti selezionati per la biennale del vetro European Glass Context, presso il museo del vetro di Bornholm (Danimarca).